Convertire le visite in lead: creare una landing page


Abbiamo lavorato sodo per realizzare il sito web della nostra attività: abbiamo scelto il mood grafio che ci descrivesse al meglio, selezionato e inserito immagini e testi che riuscissero a raccontarci in modo efficace e coinvolgente, abbiamo creato anche una pagina Facebook e un account su Twitter.

Pensavamo che di conseguenza saremmo state sommerse in brevissimo tempo da una miriade di richieste di preventivi, contatti e invece… nulla!

Che cosa dobbiamo fare per trasformare le visite al nostro sito in contatti?

Il passo successivo è quello di aumentare il tasso di conversione del nostro sito web, ovvero trasformare le visite che provengono dai motori di ricerca, dal blog, dalle pagine sui social network e da link esterni in lead (contatti).

Nel web marketing uno strumento per ottenere questa conversione è creare delle landing pages all’interno del nostro sito internet: pagine di destinazione verso cui indirizzare i nostri lettori a compiere determinate azioni. Queste pagine, specificamente strutturate, solitamente sono raggiungibili dall’utente dopo aver cliccato un link o una pubblicità e tendono a finalizzare un contatto o un acquisto. L’utilizzo classico è quello nell’ambito delle campagne a pagamento (pay per click) come Google Ads, nel quale la pagina che l’utente raggiunge è quella promossa negli annunci pubblicitari.

Questa tipologia di pagina si chiama Landing Page transazionale (Transactional) perché spinge il navigatore a completare una certa attività, solitamente compilare una form con i propri dati (indirizzo e-mail, nome, cognome, città di residenza, etc…) al fine di vendere prodotti, servizi o contenuti. L’obiettivo di questa pagina è raggiungere la conversione ossia attrarre il maggior numero di visitatori e spronarli a compiere un’azione: attraverso un modulo di raccolta dati chiederemo loro di lasciarci alcuni dati personali per poter inviare un’offerta o una promozione riservata.

Proprio per questo una landing page non dovrebbe mai contenere link esterni o voci di menu, in modo da rimanere focalizzata sul messaggio da trasmettere e non distogliere il visitatore dal conseguimento del suo obiettivo principale.

Anche Facebook ti permette di creare una landing page all’interno della tua pagina attraverso la funzione Canvas.

Se invece vogliamo sollecitare i visitatori ad iscriversi volontariamente alla nostra newsletter e quindi a lasciarci il loro indirizzo e-mail allora creeremo una squeeze pager: una buona tecnica è quella di proporre una risorsa gratuita scaricabile per chi effettua la registrazione, come ad esempio un mini e-book o una guida in formato PDF.

Sia che creiamo una landing page che una squeeze page, dovremmo poi sempre prevedere un’e-mail per l’utente nella quale ringraziarlo per aver effettuato il download dell’offerta o l’iscrizione alla newsletter.

Come è strutturata una landing page

Una landing page solitamente è composta da sei/sette elementi che la rendono efficace:

  1. Logo e colori del tuo brand: in alto a destra occorre inserire il nostro logo, per identificare chi è l’azienda che sta proponendo l’offerta. Usa anche i colori del tuo brand per caratterizzarti e identificarti meglio.
  2. Titolo e sottotitolo: solitamente posizionati di fianco al logo, descrivono in modo semplice e diretto l’oggetto dell’offerta. Il testo deve essere intuitivo, accattivante in modo da attrarre il lettore a soffermarsi sulla pagina e non abbandonarla.
  3. Richiamo all’azione: questo è il vero e proprio strumento che converte le visite in contatti. Solitamente è una form di raccolta dati che il visitatore compila con i propri dati per ricevere informazioni o acquistare un prodotto a condizioni particolarmente vantaggiose. Il pulsante di richiamo all’azione deve essere un bottone di grandi dimensioni, ben visibile e dai colori accesi.
  4. Foto e/o video: le immagini sono la prima cosa che colpiscono lo sguardo del visitatore; la presenza di un’immagine accattivante ed evocativa è indispensabile per trattenere il visitatore sulla pagina. Al posto dell’immagine puoi usare anche un video, ma in questo caso deve essere professionale.
  5. Offerta: descrivere in modo dettagliato e completamente trasparente l’offerta proposta. Nel caso di landing page che propongono sconti o coupon questo campo può non essere presente.
  6. Dettaglio dell’annuncio: occorre inserire, in modo chiaro, trasparente, accattivante e meglio se sotto forma di elenco puntato, i principali benefici (preferibilmente tre o quattro per non essere troppo dispersivi) che il visitatore otterrà acquistando il tuo prodotto.
  7. Testimonianze ed elementi di fiducia: per spronare il visitatore a compiere un’azione occorre fornirgli informazioni che possano rassicurarlo: il numero di like che quel prodotto ha su Facebook o una testimonianza diretta di una persona che ha utilizzato il prodotto prima di lui e si dichiara soddisfatta.

La thank you page per tracciare le conversioni

La thank you page serve a ringraziare gli utenti che hanno appena compiuto l’azione che volevamo, sulla nostra landing page e serve a noi per tracciare le conversioni, attraverso un codice da inserire sulla pagina.

Grazie alla possibilità di effettuare questo tracciamento avremo il numero totale di conversioni per le nostre landing page e scopriremo anche attraverso quale canale gli utenti sono arrivati a noi.

Quando crei la tua landing page non dimenticare la Call-to-action
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